Packaging Barilla

La storia di Barilla inizia nel 1877 con Pietro Barilla, in una bottega di pane e pasta a Parma. Da allora, pensare al benessere delle persone producendo i prodotti più buoni e avendo massima cura per la qualità degli ingredienti e per gli aspetti nutrizionali è stato l’obiettivo primario di un’azienda simbolo del nostro Paese.

Quando nel 1968 il confezionamento della pasta diventa obbligatorio, Barilla, che aveva largamente preceduto questa tendenza commercializzando il prodotto in confezioni chiuse già dagli anni Cinquanta, decide di puntare sull’estetica della scatola per renderla attraente, pratica e conveniente.

Questo compito viene affidato a Erberto Carboni, un famoso grafico parmense trapiantato a Milano che aveva già realizzato per l’azienda alcuni calendari. Il primo pack pensato da Carboni per la pasta Barilla (1952) mostra per l’intera gamma dei prodotti un fondo a righe bianco e blu stile Bahuaus, una piccola finestra rettangolare attraverso la quale il consumatore può vedere il prodotto e il marchio Barilla scritto in corsivo sullo sfondo di una ellissi rossa: la coerenza d’immagine, la semplicità degli elementi e l’impianto ordinato sono caratteristiche tipiche dell’artista.

Nel 1956 il grafico rinnova tutte le linee dei prodotti, eliminando definitivamente le confezioni in cellophane e scegliendo un blu marcato come colore unico del pacchetto, sul quale vediamo, per la prima volta, la pasta mentre sembra cadere dall’alto per posarsi su entrambe le facce della confezione. L’azienda è rimasta fedele sino ad oggi al blu, una scelta legata all’azzurro della carta per alimenti usata dai negozianti per avvolgere la pasta quando ancora si comprava sfusa: così la massaia che acquista pasta confezionata nel dopoguerra ha l’impressione di compiere un gesto simile a quello fatto alcuni anni prima, non sentendo la novità del pacchetto come elemento destabilizzante.

Nel 1969 arriva il progetto della Lippincott & Margulies innovativo sotto diversi punti di vista: il logo, diventato più piccolo perché Barilla è ormai una marca conosciuta, è stato portato in una “finestra” bianca a carattere informativo che presenta anche il nome del formato insieme al tempo di cottura e la pasta appare per la prima volta fotografata, nel momento della cottura, una scelta d’immagine legata ai Caroselli, nei codini dei quali comparivano gli attori pronti a gettare la pasta in pentola.

Infine la confezione databile al giugno 2000, realizzata da Mancini e Associati, riduce la finestra ad un rettangolo di 5 cm di lunghezza; a destra del pacchetto riappare, pronta per essere inghiottita, la forchettata di pasta fumante, identica a quella del 1985 sebbene di ridotte dimensioni, da ultimo il logo torna ad essere più piccolo e posto a lato della scatola.

Un evoluzione, quella della Barilla, che non smette di essere attuale!

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